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Idrico italiano ancora troppo poco appetibile

Non basta la regolazione per attrarre gli investimenti in un settore ma è fondamentale l'assetto industriale e l'idrico italiano, al momento, non è ancora abbastanza appetibile complice l'affastellamento di operatori (quasi 3.000) e di leggi che si sono susseguite negli ultimi 10 anni (10 statali e 70 regionali). E' questa la visione espressa da Federico Merola, a.d. di Arpinge (società d'investimento in infrastrutture costituita da Casse di previdenza Cipag, Eppi e Inarcassa), espressa nel corso di un seminario sul tema organizzato ieri dallo studio Legance a Roma
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