Tutto ruota intorno all’interpretazione del punto 36 del nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato della Commissione Ue per far fronte alla crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente. Un passaggio che in teoria sembrerebbe bocciare l’art. 6 del DL Bollette sulla “sterilizzazione” della componente Ets sul prezzo del gas ma che invece, in concreto, potrebbe dare un via libera “mascherato” alla misura.
Il titolo semi-serio Così è (se vi pare) funge da pura copertura per la “morale” di questo breve articolo che il lettore troverà qui in calce. Ci riferiamo alla bozza elaborata
Il Mase è “in fase di chiusura delle negoziazioni con la Commissione Ue sul FerX”, mentre sul FerZ “l’auspicio è che venga approvato entro inizio 2027”. Lo ha detto il direttore generale mercati e infrastrutture energetiche del Mase Alessandro Noce, intervenendo al webinar sugli accumuli organizzato da Elettricità Futura
“Edison ha la capacità di coprire l’ammanco delle forniture Gnl dal Qatar”, interrottesi il mese scorso a causa della guerra in Medio Oriente. Lo hanno assicurato l’ad Nicola Monti e l’evp Gas & Power Portfolio Management & Optimization Fabio Dubini
Se la guerra in Medio Oriente dovesse continuare, i mercati energetici dovranno affrontare uno shock prolungato dell’offerta che costringerebbe i Governi europei a introdurre riduzioni della domanda. È lo scenario tracciato dalla Commissione Ue ai rappresentanti degli Stati membri
Prosegue la crescita delle richieste di connessione alla rete di impianti rinnovabili e accumuli validate da Terna, dato importante alla luce delle norme sulla saturazione virtuale della rete contenute nel DL Bollette. I dati aggiornati al 31 marzo del portale Econnextion evidenziano infatti che a fronte di richieste complessive sostanzialmente stabili a 322,67 GW
Ha preso il via dai consumatori il nuovo ciclo di incontri di Arera con i principali stakeholder dei settori energia e ambiente, annunciato tre settimane fa dal presidente Nicola Dell’Acqua. Il 15 aprile il Collegio dell’Autorità ha infatti riunito a Roma le associazioni dei consumatori domestici del Cncu e dei consumatori non domestici – dalle Pmi e artigiani al commercio – per “avviare un confronto costruttivo
“Il regolamento sulla riduzione delle emissioni di metano, nella sua forma attuale, rischia di compromettere la sicurezza energetica europea”. È l’allarme lanciato da 41 società e 28 associazioni dell’oil&gas in una lettera inviata ai ministri dell’Energia degli Stati membri Ue.
L’aula del Senato ha confermato la fiducia chiesta dal Governo sul DL Pnrr n. 19/2026, con 101 voti favorevoli, 63 contrari e due astensioni, senza apportare modifiche al testo approvato dalla Camera la scorsa settimana
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