Aggiornato alle 16:42 del 27 giugno 2022

Idrogeno verde, ecco il quadro normativo Ue

Dal 2026 consentiti solo nuovi impianti Fer senza sussidi. Prime polemiche. In consultazione anche regolamento REpowerEU

Arrivano i provvedimenti destinati a completare il quadro normativo per l’idrogeno verde, annunciati la settimana scorsa dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen (QE 17/5). Si tratta di due proposte di regolamento delegato redatte sulla scorta della Red II e messe oggi in consultazione fino al 17 giugno, che dovranno permettere di centrare i nuovi obiettivi al 2030 per l’H2 green fissati dal pacchetto REpowerEU (10 milioni ton/anno da produzione Ue più altrettante di importazione - QE 18/5).


Il primo regolamento, relativo ai carburanti rinnovabili di origine non biologica (Rfnbo), fissa i criteri per i prodotti che rientrano nella categoria “idrogeno rinnovabile” e saranno funzionali al calcolo dei target Fer nel settore trasporti. In particolare, vengono stabiliti i requisiti per l’energia elettrica da rinnovabili utilizzata per produrre i Rfnbo.

La seconda proposta riguarda invece la metodologia di calcolo delle emissioni di gas-serra nel ciclo di vita dell’idrogeno rinnovabile e dei carburanti che derivano da carbonio riciclato.

I due regolamenti, che dopo la consultazione saranno trasmessi all’Europarlamento e al Consiglio che avranno due mesi di tempo per esprimere eventuali obiezioni, puntano in primis ad assicurare che all’aumento della produzione di idrogeno verde corrisponda un parallelo e corrispondente aumento della produzione da fonti rinnovabili, sottolinea la Commissione.

Ma proprio su questo punto si registrano le prime critiche al sistema ideato da Bruxelles.

Il ceo di Rwe, Markus Krebber, ha lamentato in una nota la scadenza troppo ravvicinata del 2026 per l’obbligo di produrre H2 green solo da impianti Fer di nuova costruzione e senza incentivi, dato che “non si riuscirebbe a produrre idrogeno verde in grandi volumi prima del 2030 anche se il permitting degli impianti eolici e solari fosse accelerato”.

Bruxelles propone inoltre una quasi contemporaneità tra la generazione da Fer e il suo impiego per la produzione dell’H2, che secondo Krebber porterebbe al fermo degli elettrolizzatori nei momenti di scarsa generazione con conseguente “inutile aumento del prezzo dell’idrogeno e della continuità delle forniture all’industria”. Del resto, rimarca il Ceo del gruppo tedesco, “non esiste un accoppiamento diretto con la generazione da Fer in altri settori, come ad esempio la mobilità elettrica”.

La Commissione ha inoltre messo in consultazione due importanti elementi di REpowerEU, la raccomandazione sulle autorizzazioni Fer e i Ppa (osservazioni fino al 12 aprile) e il regolamento che modifica il regolamento sulla Recovery and Resilience Facility al fine di includere gli investimenti e le riforme necessarie per l’attuazione del pacchetto (commenti entro il 18 luglio).

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