Aggiornato alle 18:43 del 13 giugno 2024

Caro-energia, Berlino vara “scudo” da oltre 200 mld €

Price cap a elettricità e gas, via il sovrapprezzo per le aziende in crisi di liquidità. Nel Nord Stream 778 mln mc di metano

“I prezzi dell’energia devono scendere e il Governo farà di tutto per raggiungere questo obiettivo”. Lo ha assicurato oggi il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, presentando uno “scudo protettivo” da oltre 200 miliardi di euro destinato a contenere i prezzi di elettricità e gas per famiglie e industrie.


Illustrando il piano assieme al ministro dell’Economia e del Clima Robert Habeck e a quello delle Finanze Christian Lindner, Scholz ha precisato che lo stanziamento sarà interamente finanziato dal Governo.

A questo scopo, ha detto Lindner, sarà sospeso il limite dello 0,35% del Pil al nuovo debito, che tornerà però ad applicarsi nel 2023.

Scholz ha anche annunciato l’eliminazione del previsto sovrapprezzo nelle bollette gas per il salvataggio dei fornitori in difficoltà, che sarebbe dovuto scattare dal 1° ottobre e restare in vigore fino all’aprile 2024 (QE 6/7).

Il Governo, ha reso noto Habeck, sta preparando le misure che ridurranno i prezzi dell’elettricità sulla base di una tariffa calmierata per una quota base di consumo, mentre una commissione ad hoc sarà incaricata di formulare entro metà ottobre proposte per il gas. Berlino è orientata a introdurre un price cap al gas fino alla primavera 2024, con lo Stato che pagherà la differenza rispetto al prezzo di mercato. L’Iva sul gas scenderà al 7%.

Lo stanziamento si aggiunge ai tre precedenti piani di aiuti per complessivi 95 mld €. L’ultimo, a inizio mese, ha tra l’altro sospeso per un anno il sistema Ets tedesco per i trasporti e il riscaldamento (QE 5/9).

Quanto al Nord Stream, Scholz ha sottolineato che “dopo la distruzione dei gasdotti nel Mar Baltico, si può dire che il gas dalla Russia non sarà più consegnato nel prossimo futuro”.

E a proposito degli incidenti alla condotta tra Russia e Germania, è da registrare lo scambio di accuse tra Mosca e Washington, che si attribuiscono reciprocamente la responsabilità dell’accaduto.

“Incapaci di offrire forniture di gas all’Europa affidabili e a basso costo, gli Usa hanno deciso di eliminare la Russia come concorrente utilizzando metodi non di mercato e sanzioni e stanno cercando di convincere i loro alleati a dipendere da un Gnl costoso e dannoso per l’ambiente”, si legge in una nota.

Su richiesta della Russia, il Consiglio di sicurezza dell’Onu si riunirà venerdì per discutere degli incidenti al Nord Stream, mentre la ministra della Transizione spagnola, Teresa Ribera, ha sostenuto che le fughe di gas nel Baltico sono “un chiaro segno di come Putin stia attuando una provocazione permanente”.

L’Agenzia dell’energia danese ha comunicato che nelle tre condotte danneggiate (due del Nord Stream 1 e una nel Nord Stream 2) si trovavano un totale di 778 milioni di mc di gas, che se fuoriuscissero interamente corrisponderebbero a gas-serra per 14,6 mln ton equivalenti CO2: il 32% di quanto emesso nel 2020 dalla Danimarca.

Il ceo del Tso Gasunie Deutschland, Jens Schumann, si è detto “relativamente ottimista” sulla possibilità che i danni al Nord Stream possano essere riparati.

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