Aggiornato alle 19:10 del 27 gennaio 2023

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E.ON e le Comunità Energetiche Rinnovabili

Condividere l’energia può rappresentare il primo passo verso un maggiore efficientamento energetico dei territori e il raggiungimento di una piena transizione ecologica. Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano l’esempio calzante di questa visione, basandosi sul principio di sharing economy tra cittadini, pubbliche amministrazioni, attività commerciali e PMI che decidono di unirsi per dotarsi di uno o più impianti che mettono a fattor comune la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti green.

Si tratta di una soluzione che coinvolge tutti i consumatori di energia, spingendoli a diventare prosumer e permettendo loro di gestire la produzione e la spesa dell’energia. In questa direzione, le CER, inoltre, promuovono l’importanza dell’azione collettiva per il benessere del Pianeta e un sistema cruciale per il raggiungimento della democrazia energetica.

In Italia, nonostante le complessità a livello normativo, il numero di CER è in crescita e ad oggi quelle attive sono 100diffuse su tutto il territorio. Sono altresì diversi gli operatori, ormai consapevoli della grande opportunità che rappresentano le CER in ottica di evoluzione del nostro Paese in chiave sostenibile. Tra questi, E.ON, uno dei principali operatori energetici in Italia, impegnato a realizzare sistemi di efficientamento energetico dedicati ai condomini - considerati un primo step per la formazione di piccole comunità energetiche urbane - per l’autoproduzione e l’accumulo di energia che consentono una maggiore indipendenza energetica dalla rete nazionale. I sistemi di produzione collettiva includono l’implementazione di un impianto fotovoltaico per sfruttare l’energia solare e trasformarla in energia per l’intera struttura condominiale ed eventualmente l’installazione di batterie di accumulo per conservare l’energia da utilizzare in base alle necessità.

In Italia, E.ON ha sviluppato l’offerta WeSolar, dedicata all'autoconsumo collettivo condominiale che prevede tre fasce standard di picco energetico. Per queste utenze, l’azienda sta realizzando sistemi di efficientamento energetico - due a Cremona e uno a Gallarate - che consentiranno di autoprodurre energia e incrementare l’indipendenza da fonti di energia fossili. L’esperienza sul campo parte dal progetto sviluppato dal Gruppo per il villaggio svedese di Simris che dal 2017 è già in parte autosufficiente dal punto di vista energetico. Gli abitanti di Simris sfruttano l’energia proveniente da un sistema di produzione eolico e solare, rimanendo disconnessi dalla rete nazionale. L’elettricità green in eccesso può essere immagazzinata in batterie o venduta alla rete nazionale. Nei casi in cui il sole non è sufficiente per la produzione di energia, Simris si ricollega alla rete nazionale per evitare interruzioni nella fornitura.


Comunità rinnovabili, rapporto di Legambiente  - maggio 2022






 

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