Aggiornato alle 15:49 del 27 giugno 2022

Siccità, fermi 2.000 MW termoelettrici lungo il Po

Stop alla centrale di Sermide (A2A) da 1.154 MW e a 400 MW sia a Ostiglia (EP) che a Moncalieri (Iren). Enel a QE: “Monitoriamo la situazione”. Il nodo idroelettrico

di C.M.

Si sta trasformando in un vero allarme il problema della siccità per il raffreddamento delle centrali termoelettriche lungo il Po (QE 13/6) .


A quanto appreso da QE, infatti, al momento sono fermi circa 2.000 MW complessivi.

Da ieri notte è inattiva la centrale A2A di Sermide da 1.154 MW mentre EP Produzione ha bloccato uno dei tre gruppi (quello che ha il pescaggio più alto) da 400 MW ciascuno di Ostiglia e Iren uno dei due gruppi da 400 MW ciascuno di Moncalieri (l’utility gestisce complessivamente 3.000 MW).

Ovviamente le prospettive non sono rosee in assenza di precipitazioni adeguate nei prossimi giorni. Lungo il fiume ci sono altri tre grossi impianti che unitamente a Sermide, Ostiglia e Moncalieri sommano 6.600 MW complessivi: quello Enel di La Casella da oltre 1.500 MW e quelli A2A di Chivasso da 1.179 MW e di Piacenza da 855 MW.

Interpellata da QE, Enel fa sapere che “al momento non si segnalano limitazioni di funzionamento per l’impianto di La Casella ma la situazione è in evoluzione e costantemente monitorata”.

A2A ha sottolineato di avere “elaborato una revisione del piano di produzione del mese di giugno tale da dare continuità ai maggiori rilasci d'acqua, compatibilmente con le necessità di rete”. L’utility, inoltre, ha “già da qualche giorno incrementato i rilasci d'acqua a valle dei bacini della Valtellina, anticipando di conseguenza le produzioni di energia idroelettrica”.

La situazione prosegue A2A, “appare ancora più grave in ottica prospettica, dal momento che il forte caldo ha già determinato lo scioglimento dei manti nevosi con una conseguente riduzione dell'energia producibile nel corso dell'anno”.

Da ricordare che a Ostiglia EP ha in programma di realizzare entro il 2024 un nuovo gruppo da oltre 900 MW che prevede il raffreddamento ad aria dell’impianto, quindi senza l’utilizzo dell’acqua.

Una nuova riunione dell’Osservatorio sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po è fissata al momento per il 21 giugno.

Intanto, per far fronte all'emergenza siccità i produttori idroelettrici lombardi da oggi aumenteranno i rilasci dell'acqua a supporto dell'agricoltura.

La decisione è stata annunciata nell'ambito del tavolo di coordinamento convocato da Regione Lombardia, rappresentata dall'assessore regionale alla Montagna, Massimo Sertori, e a cui hanno partecipato Terna, i regolatori del lago di Iseo e del lago di Como e del lago Maggiore, i rappresentanti di Enel, A2a ed Edison.

Il coordinatore della Commissione politiche Agricole delle Regioni Federico Caner ha sottolineato che se la siccità dovesse continuare ad interessare le regioni del nord “l'alternativa è chiedere un intervento al Governo affinché sia dato ordine ai territori con laghi e montagne di far prevalere l'utilizzo di acqua per uso umano e agricolo rispetto a quello energetico”.









 

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