Il 7 ottobre 2025, Red Eléctrica de España (REE) in qualità di operatore di sistema ha inviato alla autorità di regolazione spagnola CNMC (Comisión Nacional de los Mercados y la Competencia) una comunicazione che ha il senso di un SOS urgentissimo. Il gestore della rete di trasmissione spagnola chiede modifiche praticamente immediate a quattro procedure operative fondamentali per fronteggiare "variazioni brusche di tensione" osservate nelle ultime due settimane. L'urgenza è tale che la CNMC ha avviato una consultazione pubblica lampo, riducendo il tempo per presentare osservazioni a soli cinque giorni.
Ma c'è qualcosa che non torna nella richiesta urgente dell’operatore di sistema. Sono passati appena pochi giorni dalla pubblicazione del “rapporto fattuale” di ENTSO-E sul blackout del 28 aprile –
264 pagine che analizzano in dettaglio tutti i fenomeni elettrici che hanno preceduto e accompagnato il collasso del sistema. Tra questi, giocano un ruolo essenziale le “oscillazioni interarea”. Eppure, nella sintesi che la CNMC fa della comunicazione REE, le oscillazioni non vengono menzionate nemmeno una volta.
Per comprendere l'anomalia, occorre ricostruire la sequenza degli eventi. Il 28 aprile 2025 alle 12:33, la penisola iberica precipita nel buio. Circa 30 GW di carico vengono persi, 47 milioni di persone restano senza corrente. È il blackout più grave nella storia di Spagna e Portogallo, ma certamente anche il più istruttivo: si tratta del primo “zero elettrico” (come dicono in Spagna) di un sistema ad altissima penetrazione rinnovabile (78% al momento del blackout; tanto che i prezzi del mercato del giorno prima per quell’ora segnavano valori negativi, e non solo in Spagna).
I primi rapporti ufficiali – non solo quello del 17 giugno, molto tempestivo, prodotto dal
Comitato di esperti insediato dal governo spagnolo, che lamenta comunque una notevole resistenza nell’acquisire i dati necessari; ma anche
quello di REE, del giorno successivo – identificano chiaramente il ruolo delle oscillazioni interarea nell’evento. La mattina del 28 aprile, già dalle ore 5:49, si registrano oscillazioni di frequenza tra Spagna e l’est Europa, in particolare con i paesi baltici (come registrato da GridRadar.net), interconnessi al sistema elettrico continentale solo da febbraio 2025 (per liberarsi dal vincolo di connessione con la rete russa e bielorussa).
Dalle 12:03 alle 12:07 si innesca un'oscillazione a 0,64 Hz tra nord-est e sud-ovest della penisola iberica. Quasi contestualmente si presenta un'altra oscillazione interarea Est-Centro-Ovest a 0,21 Hz che coinvolge l'intero sistema continentale europeo.
Da quanto risulta dal Rapporto fattuale di Entso-e, nella mattina del 28 aprile gli operatori dei centri di controllo seguono il protocollo: aumentano la magliatura di rete riconnettendo linee, riducono l'export verso la Francia. Queste azioni sono progettate per smorzare le oscillazioni. Ma in un contesto di scarse risorse per la regolazione di tensione – come mette in evidenza il Comitato governativo di esperti, quel giorno erano in servizio solo 11 generatori convenzionali, il minimo dell'anno; e tra l’altro una di queste centrali ha una contingenza e REE non riesce a sostituirla tempestivamente – le manovre hanno un effetto collaterale controproducente: le tensioni iniziano a salire. A un certo punto la goccia fa traboccare il vaso: un aggregato di generatori rinnovabili, in prevalenza collegati alla rete di distribuzione, viene scollegato per l’intervento delle protezioni di sovratensione.
Si innesca un fenomeno che appare controintuitivo: a ogni disconnessione di generazione per sovratensione corrisponde un aumento delle tensioni (il grafico 3-7 del Rapporto fattuale è chiarissimo a questo proposito). È un circolo vizioso che porta al collasso totale in meno di un minuto e al quale il sistema di difesa non riesce a far fronte, in quanto non progettato per questo tipo di problema.
Il rapporto ENTSO-E: le oscillazioni al centro della scena
Il 3 ottobre 2025, ENTSO-E pubblica il suo rapporto fattuale. È un documento ponderoso, molto ben documentato, che esamina tutti i fenomeni (frequenza, tensioni) e dedica un’intera sezione (2.5) alle oscillazioni interarea. Qui dobbiamo avvisare la generalità dei lettori, meno esperti: se dopo aver letto quello che segue volete addentrarvi in qualche approfondimento sugli eventi che hanno caratterizzato il blackout iberico (l’apagón) partendo da zero o quasi, senza trascurare l’aspetto più tecnico delle oscillazioni, consigliamo questo fascicoletto divulgativo:
La Spagna è lontana? Appunti di energia, a cura di RSE - Ricerca sul Sistema Energetico.
Lo stesso rapporto ENTSO-E conferma che le oscillazioni, ancorché frequenti, non sono state affatto un fenomeno marginale, ma la causa dell'intervento degli operatori che, indirettamente, ha innescato la catena di eventi che ha portato al blackout. Il rapporto dedica un’intera sezione (pagine 49-65) all'analisi dettagliata delle oscillazioni: quella a circa 0,6 Hz delle 12:03-12:08, confinata alla penisola iberica, e quella a 0,2 Hz delle 12:19-12:22 che ha coinvolto l'intero sistema continentale. La Figura 2-63 (pagina 62) documenta con precisione l'andamento di frequenza e tensione durante il secondo evento oscillatorio (tra le 12:19 e le 12:22), e il commento è chiaro: “Unlike the first oscillation – which was confined to the Iberian Peninsula in terms of very low amplitude outside the Iberian system – this second event exhibited a clear inter-area character. This is confirmed by both the modal analysis estimates and the polar plot, which indicate that the oscillation corresponds to the ECW mode”. ECW sta per Est-Centro-Ovest: fluttuazioni nei flussi di potenza che attraversano l’Europa tra est a ovest e viceversa.
Nella figura qui sotto, che Entso-e non ha aggiornato dopo la sincronizzazione baltica, sono rappresentati i principali modi di oscillazione della rete europea. Si noti che invece l’evento del 28 aprile ha una avuto un modo di oscillazione che è stato registrato in Lettonia.