Potrebbe essere febbraio la nuova deadline per l’atteso decreto Energia/Bollette. Anche se finora tutte le previsioni sulla tempistica si sono rivelate poco affidabili. E anche quest’ultima, annunciata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine degli Energy Days a Torino, è stata un po' “forzata” dalle domande dei giornalisti.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Pnrr con disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano dopo l’ultima revisione approvata dal Consiglio Ue lo scorso novembre e gestire alcune misure dopo la scadenza del 2026, in particolare tramite i programmi di sovvenzione per Cer, biometano e agrivoltaico.
Le associazioni dei Tso europei dell’elettricità, del gas e dell’idrogeno – rispettivamente Entso-E, EntsoG ed Ennoh – hanno presentato il primo modello integrato per la pianificazione coordinata delle infrastrutture nei tre settori
Nonostante la decisione dell’Unione europea e di Euratom di uscire dalla Carta dell’Energia, 16 Paesi Ue aderiscono ancora al Trattato. Lo ha annunciato l’esecutivo comunitario, che ha di conseguenza inviato ai Paesi interessati una lettera di costituzione in mora, primo passo della procedura d’infrazione.
Continua e anzi si accentua la volatilità sul mercato petrolifero mondiale, conseguenza del continuo cambiamento di “umore” dell’Amministrazione Usa sui vari scenari geopolitici
L’Arera ha rivisto al rialzo per il 2026 i prezzi minimi garantiti per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale elettrica fino a 1 MW. I valori riflettono la crescita dell’1,4% (+0,8% l’anno scorso) medio annuo dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno 2023 rispetto al 2022.
Adottare un approccio anticipatorio alle crisi industriali orientandosi verso strumenti di sostegno ai territori in cui i costi e i rischi legati alla transizione ambientale ed energetica e alla trasformazione del contesto competitivo sono più elevati. È una delle proposte avanzate da Invitalia
La Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora, primo passo della procedura di infrazione Ue, per non aver recepito correttamente la direttiva quadro sulle
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