Aggiornato alle 18:55 del 19 luglio 2024

Aree idonee Fer, il Mase si prepara per gli incontri con ministeri e Regioni

La prossima settimana il vertice interministeriale. Entro il mese con i territori. Boschi: “Tema complesso, tocca interessi sistemici. Zone da mettere a gara? Ipotesi da valutare”. Pili (Sardegna): “Pronti a perimetrazione regionalista”

di Alfredo Spalla

Per l’atteso decreto sulle aree idonee potrebbero esserci sviluppi a breve. È quanto riferiscono sia il Mase che le Regioni, che nelle prossime settimane saranno protagonisti di incontri dedicati al tema. La notizia è emersa nel corso del convegno nazionale di R.E.gions2030 “L’evoluzione delle rinnovabili italiane tra semplificazioni e ruolo delle regioni”, svoltosi oggi a Roma. R.E.gions2030 è un’iniziativa di Public Affairs Advisors ed Elemens, con la media partnership di Quotidiano Energia.

Delle aree idonee hanno parlato soprattutto Federico Boschi, capo del Dipartimento energia (Die) del ministero, e Anita Pili, assessora all’Industria della Sardegna e coordinatrice della commissione Energia della Conferenza delle Regioni.

Da premettere che sulla questione era intervenuto ieri il ministro Pichetto, soffermandosi sulla complessità che accompagna il dialogo. “Ci sono difficoltà da parte di alcuni ministeri, che pongono specifiche sensibilità: quello della Cultura per la tutela monumentale e paesaggistica, quello dell’Agricoltura per il mantenimento dei terreni per gli operatori agricoli e poi c’è il ruolo rilevante delle Regioni”, aveva detto (QE 10/5).

Oggi Boschi, dando una prospettiva che è apparsa più ottimista, ha affermato che “ci dovrebbe essere un incontro tra ministeri la settimana prossima, a valle del quale si spera che il provvedimento possa essere trasmesso" alle Regioni "per le osservazioni. Augurandoci che sia celermente approvato”. L’intesa sul decreto, previsto dal D.Lgs 199/2021 nel termine ormai scaduto di 180 giorni, è da raggiungere in sede di Conferenza Unificata.

Il confronto tra il Mase e i territori ci sarà, ma non ancora in Unificata, bensì con il ministro Pichetto ospite della commissione Energia e ambiente della Conferenza delle Regioni. “Nei prossimi giorni, entro fine mese, avremo un incontro in sessione plenaria con il ministro Pichetto per discutere sia del decreto delle aree idonee che delle comunità energetiche”, ha spiegato Pili alla platea del convegno R.E.gions 2030. Ha poi aggiunto che le parti si sono parlate anche nei giorni scorsi.

“Per quanto riguarda le Regioni, se a noi viene detto: ‘Bene, fate voi la perimetrazione in modo regionalista, nel senso che ogni Regione può deciderla, noi non ci sottraiamo a questa responsabilità”, ha detto l’assessora. Ha poi aggiunto che “serve una regia comune che dia degli indirizzi evitando di creare regioni di serie A e serie B”, poiché esiste la “necessità di sapere qual è la quota da raggiungere” e poiché “molte regioni si trovano investite da autorizzazioni che non sono conosciute nemmeno dai sindaci dei territori”.

Analizzando la questione in maniera più ampia, Boschi, intervenuto per le conclusioni della giornata, ha ammesso che esiste un ritardo che però non può essere ricondotto solo al D.Lgs 199/2021. “Quello delle aree idonee è un tema molto complesso perché tocca interessi sistemici, non individuali. Molteplici e spesso in conflitto. Essere arrivati in ritardo a gestire questo problema in un Paese come l’Italia, che non è un deserto, ha delle criticità”.

In prospettiva ci sarebbe invece l’opzione di guardare oltre confine, prendendo spunto dai Paesi Ue in cui vengono definite a monte aree idonee per la realizzazione di progetti da mettere poi a gara, strada che ha dato maggiori certezze per gli investimenti. Una possibilità che Boschi non esclude per il futuro: “Fare delle gare con le aree già individuate, soprattutto per l’offshore, è una tematica che sicuramente consente di risolvere parecchie criticità. È una questione importante, non ancora prevista dal Fer 2, ma rientra in quell’esigenza di maggior pianificazione delle rinnovabili che dovrebbe quanto meno essere presa in considerazione. Almeno per l’offshore”. Infine, il capo del Die ha toccato il tema delle compensazioni Fer, precisando però che “la prima misura di compensazione è il burden sharing” e che un intervento “si tradurrebbe in un maggior onere sui consumatori in forma diretta o attraverso le componenti”.

Sullo stesso argomento, sollevato da varie Regioni ultimamente, Pili ha detto che se ne sta discutendo tra territori e anche con il Mase: "Bisogna cercare di capire se si potrà governare con un unico atto normativo o se invece sarà ogni Regione a farlo con una legge ad hoc”. L’opzione “più percorribile” sarebbe quella della “norma nazionale”.











 

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